Vigneti di Aglianico nel Vulture

BASILICATA. Uno dei maggiori punti di forza del Vulture è senza dubbio il grande valore qualitativo dell'Aglianico, vino apprezzato in tutto il mondo e già riconosciuto dal marchio DOCG.

La significatività dell’area risiede non solo nel particolare pregio estetico-paesaggistico dei vigneti di Aglianico del Vulture, che si inseriscono con armonia in un mosaico di particolare rilevanza.

La storicità della cultura rappresenta per i vigneti dell’area un forte valore aggiunto: la coltura della vite e la cultura del vino risale al VII-VI secolo a.C. L’origine del nome di questo vitigno sembra forse derivare da Ellenico, trasformatosi poi in Aglianico intorno al XVI secolo.

Uno dei maggiori punti di forza attuali è il grande valore qualitativo dell’Aglianico del Vulture, vino apprezzato in tutto il mondo e già riconosciuto dal marchio DOCG. La zona di produzione ricade nella parte nord della regione Basilicata, in provincia di Potenza e comprende un territorio di alta e media collina, situato sulle pendici del Monte Vulture, vulcano spento ma attivo fino al pleistocene superiore, che ha la sua vetta maggiore a 1.327 metri s.l.m. e che degrada progressivamente verso ovest lungo il fiume Ofanto e verso Est verso la piana della Puglia,

Dal punto di vista paesaggistico i vigneti rappresentano delle piccole tessere all’interno di un paesaggio eterogeneo caratterizzato da castagneti, boschi a dominanza di cerro, rimboschimenti e seminativi nelle zone più elevate dell’area, oliveti.
L’area viticola del Vulture mostra un buon valore di integrità. La maggiore vulnerabilità per i vigneti dell’area è legata alla evoluzione degli ordinamenti colturali, e al mutare delle tecniche di allevamento della vite, che in seguito alla modernizzazione del settore tendono a innescare processi di trasformazione dei metodi di coltivazione tradizionale.

Vigneti di Aglianico nel Vulture

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