Oliveti a bosco di Lucinasco

Gli agronomi liguri del XIX secolo già conoscevano il sistema colturale detto "oliveto a bosco", caratterizzato da esemplari di grandi dimensioni, anche a sesto di impianto sparso

L’area, che si estende per 499 ettari, è situata nei comuni di Lucinasco, di Borgomaro e di Chiusanico, nella Valle del Maro sul versante occidentale del bacino dell’Impero.

Il paesaggio degli oliveti a bosco è particolarmente significativo non solo per la persistenza storica, ma anche per le tipologie degli impianti e per l’opera di rimodellamento dei versanti che è stata necessaria per poter condurre coltivazioni su pendenze piuttosto accentuate, dove si producono olive della varietà “taggiasca“.

Gli agronomi liguri del XIX secolo già conoscevano il sistema colturale detto “oliveto a bosco“, caratterizzato da esemplari di grandi dimensioni, anche a sesto di impianto sparso. Storicamente il rapporto dell’ulivo con le pratiche pastorali ha contribuito a modellare il paesaggio agrario con la presenza delle caselle, costruzioni tronco-coniche in pietra a secco utilizzate da pastori e contadini.

L’integrità di questo paesaggio rurale è dovuta al mantenimento dei terrazzamenti con gli olivi. Sono attive aziende familiari che conservano uno stretto legame con il territorio, e l’introduzione della DOP per l’olio di Lucinasco ha motivato l’attività di queste aziende.
La vulnerabilità del paesaggio è legata alla scomparsa del pascolo negli oliveti, se non per qualche raro capo ovino, più che all’abbandono della olivicoltura. Altri elementi di vulnerabilità sono legati alla diffusione di tecniche di recupero degli oliveti estranee alle pratiche tradizionali e che modificano l’architettura della chioma.

Oliveti a bosco di Lucinasco

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