Marcite della pianura irrigua

Le marcite - una tipologia di prato stabile irriguo, di antica origine - erano dette anche "oro verde di Lombardia" poiché hanno consentito di incrementare fino al dopoguerra gli allevamenti della pianura

Il paesaggio delle marcite comprende alcune aree sparse nel territorio della pianura irrigua dal Ticino all’Adda. L’area di studio comprende due porzioni (marcite della Sforzesca e marcite di Morimondo) estese complessivamente per circa 428 ettari, situate nei territori comunali di Vigevano, Gambolò e Moriondo.

La significatività delle marcite è da ricercarsi nella struttura idraulico-agraria caratteristica di questo tipo di prato stabile irriguo, di antica origine, e al loro ruolo ecologico. Si tratta di ampi rettangoli di terreno che presentano lievi inclinazioni: nelle parti più elevate, piccoli canali detti maestri o adacquatori portano l’acqua che, tracimando, inonda il prato e forma un sottile velo tiepido al di sopra del manto erboso, mentre nelle parti più basse i canali colatori raccolgono il liquido in eccesso.
Il movimento costante dell’acqua, oltre alla sua temperatura quasi costante non permettono gelate del suolo nei mesi più rigidi e quindi consentono la crescita rigogliosa dell’erba, arrivando fino a 10-12 tagli l’anno.

Le marcite erano dette anche “oro verde di Lombardia” poiché hanno consentito di incrementare fino al dopoguerra gli allevamenti della pianura. Esse svolgono anche un importante ruolo ecologico, essendo ambienti di rifugio per molte specie floristiche e faunistiche, acquatiche e palustri.
La vulnerabilità di questi appezzamenti è elevata a causa della necessità di continua manutenzione e della scarsità dei contributi economici specifici, che fanno sì che spesso le marcite vengano “rotte” e convertite a coltivazioni cerealicole.

Marcite della pianura irrigua

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