Magredi di Vivaro

In queste terre, come in tutti i magredi, si facevano pascolare liberamente gli animali minuti e grossi: al bestiame delle popolazioni locali si univa quello transumante, proveniente da settentrione e da occidente

Le terre magre di Vivaro, ossia i magredi, si estendono per circa 6052 ettari nei comuni di Vivaro, Maniago, Vajont, Montereale Valcellina, San Quirino, Cordenons, Zoppola, San Giogo della Richinvelda e Spilimbergo.

La significatività dei magredi risiede nella unicità e nella persistenza storica di un paesaggio che rappresenta una indiscussa particolarità del territorio regionale.

L’area è caratterizzata da distese di sassi e di erba, con vaste praterie naturali e sporadici arbusti e alberi che si sviluppano mano a mano che ci si allontana dal greto del fiume. In queste terre, come in tutti i magredi, vi si facevano pascolare liberamente gli animali minuti e grossi, in un processo controverso e concomitante che contribuiva alla concimazione e, con il progressivo aumento del numero dei capi allevati, alla distruzione delle lande.
Al bestiame proprio delle popolazioni locali, si univa poi quello transumante, proveniente da settentrione e da occidente. I magredi presentano ancora caratteristiche di integrità.

Per quanto riguarda la vulnerabilità, uno dei fattori di rischio per queste aree un tempo era legato all’ampia porzione destinata a servitù militare, ma con la progressiva dismissione delle esercitazioni si è avuta un’inversione di tendenza, con il passaggio da un’area preclusa allo sviluppo a uno spazio tutelato dal suo inutilizzo. Oltre a questo, la presenza delle due aree della rete Natura 2000, si dimostra in questo contesto particolarmente utile, proteggendo l’area dei magredi dall’altrimenti inevitabile trasformazione di questi terreni in coltivazioni estensive.

Magredi di Vivaro

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