Cerealicoltura di Melanico

La significatività dell'area è legata alla persistenza storica della coltivazione estensiva dei cereali, ancora oggi in netta prevalenza rispetto al foraggio o agli ortaggi, che le valsero l'appellativo di "granaio del Molise"

L’appellativo tradizionalmente dato a Santa Croce di Magliano, quello di “granaio del Molise“, si riferisce soprattutto ai paesaggi della cerealicoltura della Contrada Melanico, in provincia di Campobasso.

L’area, estesa per circa 2304 ettari, è situata nel territorio comunale di Santa Croce di Magliano, con piccole propaggini nei limitrofi comuni di Torremaggiore, Castelnuovo della Daunia e San Giuliano di Puglia.

La significatività dell’area è legata alla persistenza storica della coltivazione estensiva dei cereali, ancora oggi in netta prevalenza rispetto al foraggio o agli ortaggi. Dal Catasto provvisorio del 1815 emerge che all’inizio del XIX secolo quasi i tre quarti della superficie agro-forestale del comune erano ricoperti da seminativo, senza piante legnose e con poche colture specializzate; il resto del territorio era adibito al pascolo.

La secolare tradizione della cerealicoltura ha dato una netta impronta al paesaggio, caratterizzato da grandi spazi e arricchito a partire dagli anni Cinquanta del Novecento dalla presenza di piccoli uliveti.
L’integrità del paesaggio è stata influenzata dalla Riforma fondiaria, quando parte dei terreni di Melanico venne frammentata in 28 poderi di circa 6-8 ha ciascuno, ognuno provvisto di casa colonica in mattoncini rossi. Con le assegnazioni si è tuttavia mantenuta la diffusa coltura dei cereali, sebbene accompagnata da piccoli oliveti e orti in prossimità delle case coloniche.
La vulnerabilità dell’area è legata al rischio di una progressiva ulteriore frammentazione.

Cerealicoltura di Melanico

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