Campi a erba di Isola Capo Rizzuto

CALABRIA. Significativo il ruolo dei "campi a erba" nel paesaggio calabrese e la sua persistenza storica, la cui origine è segnalata in epoca antecedente la colonizzazione greca.

Il paesaggio dell’area, esteso per circa 1247 ettari, è ascrivibile ai classici “campi a erba” e si trova nel comune di Isola Capo Rizzuto. La significatività è legata al ruolo dei “campi a erba” nel paesaggio calabrese e alla sua persistenza storica, la cui origine è segnalata in epoca antecedente la colonizzazione greca.

Il sistema di conduzione tradizionale adottava una rotazione sessennale: maggese nudo o vestito, grano, ringrano, tre anni di riposo pascolativo. Esso aveva diversi obiettivi: ricostituire la fertilità con il riposo vegetativo, “rinettare” il campo con il maggese, essere presenti sul mercato con più prodotti (cereali, latte, formaggi, lana, carne), controllare l’offerta di lavoro attraverso la terraggeria, esercitata nell’anno di ringrano. Sebbene interessata da mutamenti sociali profondi, l’area ha conservato una sostanziale integrità di paesaggio.

La continuità storica si riscontra nei criteri dei confini e nella mancata antropizzazione di vaste aree interne che separavano le terre di pianura da quelle di montagna per limitare le razzie. I confini tra una proprietà e l’altra, quando non sono naturali (fossi, fiumi, burroni), sono segnati da una striscia larga un metro e ricoperta da scinari, siepi di erbe spontanee in cui predomina il lentischio (scinu, in dialetto calabrese) ed era funzionale al libero pascolo del bestiame dopo la mietitura del grano.
La vulnerabilità del paesaggio sembra dovuta a fattori naturali e fattori antropici. Punti di criticità possono essere le colture intensive, gli impianti eolici e l’abusivismo edilizio.

Campi a erba di Isola Capo Rizzuto

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