6 azioni per trasformare i sistemi alimentari

I nemici della sicurezza alimentare sono i conflitti, gli eventi climatici estremi e le recessioni economiche, alla base di povertà e disuguaglianza.

Un appuntamento con la storia quello del Summit previsto in settembre, un obbligo di equità e giustizia per far leva sul potere dei sistemi alimentari di apportare progressi su tutti i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite. Con un pre-vertice a Roma.

Il rapporto “The State of Food Security and Nutrition in the World (consultabile sul sito della FAO) è stato il punto di partenza del Vertice ed ha fornito gli ultimi aggiornamenti e tendenze in materia di sicurezza alimentare e nutrizione ed offerto alcune indicazioni su come sarebbe la fame entro il 2030, in uno scenario ulteriormente complicato dagli effetti duraturi del Covid -19.

Il rapporto evidenzia le cause che si oppongono alla sicurezza alimentare e ad un livello adeguato di nutrizione: si tratta di conflitti, eventi climatici estremi e recessioni economiche, che sono le cause alla base della povertà e della disuguaglianza.

Le prove presentate nel rapporto di quest’anno mostrano che, laddove questi fattori coesistono, creano effetti combinati. Influendo negativamente sul costo e sull’accessibilità economica di diete sane in tutto il mondo, che sono i fattori determinanti della sicurezza alimentare e della lotta alla malnutrizione, con conseguenze drammatiche sull’arresto della crescita e sul deperimento, a causa di carenze di micronutrienti, ma anche di sovrappeso e obesità e altre malattie non trasmissibili (NCD).

Il pre-vertice di Roma

Il pre-vertice di Roma dei giorni scorsi ha assunto il tema di quest’anno, Trasformare i sistemi alimentari per la sicurezza alimentare, una migliore nutrizione e diete sane a prezzi accessibili per tutti, un chiaro riflesso del fatto che il mondo ha riconosciuto che i sistemi agroalimentari – e la loro trasformazione – sono fondamentali per costruire andare avanti meglio dopo il COVID-19.

Un pre-vertice concepito per ascoltare e coinvolgere tutti: giovani, agricoltori, popolazioni indigene, società civile, ricercatori, settore privato, leader politici e ministri dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute, dell’alimentazione e delle finanze. Con l’obiettivo di accelerare la trasformazione dei sistemi alimentari, intorno a sei piste di azione:

  1. riunire le idee migliori di tutte le strutture partecipanti al Vertice, individuando anche le priorità e sintetizzando una visione comune;
  2. rappresentare un momento di impegno per i governi, le imprese, la società civile e altri attori in cui annunciare nuove azioni al fine di sostenere la trasformazione dei sistemi alimentari e promuovere soluzioni rivoluzionarie attraverso la collaborazione tra più stakeholder;
  3. fornire ai Capi di Stato e ad altri leader del settore pubblico e privato l’opportunità di presentare e promuovere i loro impegni di azione, definire una linea di leadership con forti ambizioni e ispirare l’impegno di molti altri prima del Vertice;
  4. promuovere un discorso e una narrazione universale che metta i sistemi alimentari al centro degli sforzi globali per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con un considerevole impegno virtuale e una campagna coordinata di sensibilizzazione e comunicazione in tutto il mondo;
  5. promuovere un senso di comunità riunendo Paesi, stakeholder e circoscrizioni in tutta la catena dei sistemi alimentari e da tutte le parti del mondo;
  6. mobilitare investimenti pubblici e privati per guidare la trasformazione dei sistemi alimentari e dare priorità a soluzioni rivoluzionarie.

La lotta alla povertà alimentare si vince localmente

Per aumentare la produzione di cibo in tutto il mondo di oltre il 50%, e rifornire così gli oltre 9 miliardi di persone che si prevede popoleranno il pianeta entro il 2050, non serve aumentare la produzione industriale, bensì “è necessario promuovere i sistemi alimentari indigeni“. Per questo bisogna stabilire “un dialogo di conoscenza permanente con i popoli di tutto il mondo che permetta di disegnare politiche pubbliche globali che valorizzino i piccoli produttori indigeni e tradizionali come protagonisti di un’azione globale di lotta alla povertà alimentare”.

Bisogna contrastare con forza i metodi di agricoltura intensiva ed industriale, che sono inefficaci o addirittura dannosi su terreni fertili, colture sane e sementi piccole e locali. Tuttavia, gli interessi economici guidano alcune di queste pratiche ecocide.

L’auspicio è che l’incontro conduca ad un Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari che riconfermi il proprio impegno per la promozione dei diritti umani per tutti e si assicuri che i gruppi più marginalizzati abbiano l’opportunità di partecipare, dare il proprio contributo e trarre beneficio dal suo svolgimento.


Se questi temi incontrano la tua sensibilità e i tuoi interessi, approfondisci la conoscenza della rete BioSlow.

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